Sono consapevole che internet rappresenti il futuro per la vendita di libri, ciò nonostante ritengo che il rapporto personale ed
umano con i clienti sia imprescindibile e insostituibile, ragione per cui i miei collaboratori ed io siamo PERSONALMENTE
sempre e comunque a completa e costante disposizione dei nostri clienti.
Carlo Faita: Sono il titolare dello Studio, classe 1951, ho fatto di una passione un lavoro. Appassionato fin da ragazzino
di “buona carta”, prima fumetti: Corriere dei Piccoli, Monello, Intrepido, Topolino, Classici dell’Audacia, Diabolik,
poi libri, soprattutto le collane “Medusa” della Mondatori e la stupenda irripetibile “Bur”, la vecchia Bur in brossura
grigia della Rizzoli. I volumi li compravo da un vecchio libraio di Varese, il suo negozio era un portone di via Volta,
iniziava e finiva col portone. Fuori dal tempo, assurdo e bellissimo.
Poco per volta mi sono affinato, ho imparto ad apprezzare le belle prime edizioni, i volumi antichi, le legature, gli incunaboli.
E’ stato il punto di non ritorno verso il mestiere di libraio.
Francesco Faita: mio figlio, classe 1986, esperto di informatica, collabora con me da vari anni, ha la responsabilità
del sito internet e della gestione del data base dei libri e di tutto quanto è computer. Lo trovate tutte le seconde
domeniche dietro il banco di Piazza Diaz in occasione del mercato Vecchi libri in piazza.
Valeria, mia moglie si occupa di tutto quanto concerne la spedizione dei libri, dall’imballo, sempre fatto un una cura
maniacale, alla conferma della ricezione da parte del cliente.
Il nostro logo: E’ la farnia o rovere (Quercus robur), molto diffusa in Valcuvia (VA) appartiene alla famiglia delle fagaceae. Nel dialetto locale il termine “rogur” indica sia la farnia, la quercia e la rovere. E’ stata per secoli utilizzata come legname d’opera e legna da ardere ed è presente in Valle da almeno venti secoli. Come il castagno, che ha dato vita alla “civiltà della castagna”, la rovere ha dato, nel corso dei secoli, un valido aiuto alla gente della Valle, offrendogli ottimo legname per costruire case ed utensili, legna per il focolare, nutrimento per animali ed anche surrogati del caffè (durante la Seconda Guerra Mondiale si tostavano le ghiande ricavandone una bevanda simile, si fa per dire, al caffè). Ai giorni nostri ci fornisce aria depurata e salubre.
Per i Greci, Romani, Germani, Celti, ecc. era una pianta con una grande valenza simbolico-religiosa.
L’abbiamo scelta per il senso di ferma potenza, rilassante bellezza e straordinaria utilità.