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Libri e gusto

Ottobre 2007
Il vino dei Re, il re dei vini: il Barolo

Narra la leggenda che il Re Carlo Alberto, espresse il desiderio di assaggiare il vino che la Marchesa Falletti aveva da poco tempo iniziato a produrre nelle sue tenute. La Marchesa non ci pensò due volte e regalò 300 carrà di ottimo Barolo all’illustre Sovrano. L’omaggio fece scalpore in quanto la carrà era una botte che conteneva ben 500 litri di vino. Carlo Alberto rimase così entusiasta del Barolo avuto in dono che decise di comprare la tenuta di Verduno per potervi avviare una sua produzione personale.

Il Barolo si ricava, nel comune omonimo, da uve Nebbiolo. Di colore rosso profondo con riflessi aranciati, al naso si presenta intenso e persistente, ovvero con un patrimonio olfattivo eccezionalmente complesso, che tende a prediligere, a seconda dello stato evolutivo, note fruttate e floreali come violetta e vaniglia e note decisamente più ruvide di liquirizia amara. In bocca le componenti "dure" (tannini) risultano piacevolmente equilibrate da quelle "morbide" (alcoli), con una intensità e persistenza eccezionali che fanno del Barolo un grande vino rosso, elegante e di grande personalità.

Uno dei grandi piatti che si sposa ottimamente con il Barolo è il brasato di cui diamo la succulenta ricetta.

Brasato al Barolo

Ingredienti: ½ litro di vino Barolo, 1.000 gr. di codone di manzo, 50 gr.di lardo , 30 gr. di olio, 150 di pomodori, 15 gr. di farina bianca, Carota, cipolla, sedano, un bicchierino di cognac o brandy, rosmarino, alloro, timo, prezzemolo, chiodi di garofano, cannella, ginepro, coriandoli, sale, pepe, aglio.
Preparazione: Lardellare il codone di manzo (la qualità della carne è basilare) legatelo e lasciatelo a macerare nel Barolo con carota, cipolla, sedano, aglio le spezie e le erbe almeno 24 ore. Indi sgocciolatelo e fatelo rosolare a fuoco vivo con l’olio e poi mettete la carne su un piatto. Nel fondo di cottura aggiungere la farina e farla colorire appena, diluire con la marinata, aggiungere il brandy e i pomodori. Portare a ebollizione. Rimettere la carne con il sale e il pepe e lascia cuocere a fuoco lento per tre/quattro ore. A cottura ultimata togliere la carne e passare al setaccio il sugo che si accompagna ben caldo con la carne.

Accostamenti bibliofili: Il Barolo è particolarmente esaltato, e viceversa, dall’accostamento dei seguenti autori:

  • Cesare Pavese (Santo Stefano Belbo 1908 – Torino 1950)
  • Guido Gustavo Gozzano (Torino 1883 – 1916)
  • Giuseppe Fenoglio "Beppe" (Alba 1922 – Torino 1963)

Accostamento gastronomici: Il vino Barolo trova il giusto abbinamento con piatti come arrosti di carne rossa, brasati, bollito misto, cacciagione, selvaggina, cibi tartufati, formaggi a pasta dura e stagionati. A fine pasto è estremamente raccomandato un bicchiere di grappa di Barolo (sentori di vaniglia, mandorla tostata, e cacao) e per chiudere regalmente è consigliato un sigaro “Toscano Soldati” così chiamato in onore dell’o scrittore/regista Mario Soldati. (Vale sempre la regola di bere poca quantità ma di molta qualità, e se proprio si proprio si vuole eccedere anche in quantità è obbligatorio smaltire l’intontimento postprandiale su di una comoda poltrona del proprio salotto e mai alla guida di una vettura)

Accostamenti musicali: Il Barolo è consigliato con tutti i seguenti autori classici piemontesi a torto considerati “minori” peccato sia difficile trovarne i brani riprodotti.

  • (Giuseppe Marchesa - Torino 1835 - 1895)
  • (Felice Geremia Piazzano - Balzola 1841 - Torino 1921)
  • (Giovanni Bolzoni - Parma 1841 - Torino 1919)
  • (Angelo Burbatti - Montalto Dora 1868 - Ivrea 1946)
  • (Giovanni Graziano)
  • (Dino Sincero - Trino 1859 - 1940)
  • (Ermenegildo Carosio - Alessandria 1866 - Torino 1928)

Il mese prossimo andremo all’estero e parleremo delle grandi birre Trappiste.